Alta Fedeltà

Alta Fedeltà: la musica, l’amore e l’introspezione

Avatar Sonia Ciccolini

Ben tornati a un nuovo appuntamento con i Mercoledì del vintage, oggi con Alta Fedeltà.

Cosa succede se uniamo un nevrotico, un negozio di dischi, degli amici sgangherati e una relazione finita male? Beh, è semplice, è il cocktail perfetto per Alta Fedeltà!

tutti noi sappiamo che la musica è il mezzo migliore per esprimere le proprie emozioni. Per dichiarare i propri sentimenti. Ma anche per stabilire le Top Five dei momenti Flop e Top della propria vita.

In fin dei conti lo sappiamo benissimo che tutti noi abbiamo una colonna sonora immaginaria per il proprio personalissimo mondo interiore.

Ma quale è il ruolo della musica?

la musica in alta fedeltà

Vi starete chiedendo perché io abbia fatto questo preambolo sulla musica. La risposta è molto semplice. il protagonista di Alta Fedeltà, pellicola del 2000 diretta da Stephen Frears, è un appassionato di musica, non che proprietario di un negozio di dischi.

Eh, lo so, a quelli più giovani di voi magari suonerà strano un “negozio di dischi” visto la ferocia attuale dello streaming. Ma dovete sapere che i negozi di dischi erano una vera e propria istituzione per gli appassionati di musica, per non dire dei veri e propri ritrovi.

E in questa pellicola, per Rob Gordon, proprietario dello Championship Vinyl, il suo negozio è la sua vita, esattamente come la musica.

Ma Rob ha un problema. È così assorbito dalla sua passione che dimentica completamente il mondo esterno, compreso le attenzioni per la propria ragazza. Un giorno, Laura, stufa dell’abitudine di Rob di non cambiare i suoi numerosi difetti, lo lascia. Rob naviga così in un mare di dolore e disperazione. Decide così di intraprendere un percorso introspettivo per riflettere sulle sue storie d’amore passate. Cercando in questo modo di capire cosa sia andato storto.

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ovviamente il percorso introspettivo di Rob non può che essere governato dalla musica. Definirà, infatti le proprie passate relazioni tramite le Top Five dei successi musicali che più si appropriano alle rispettive ragazze.

Insieme ai suoi colleghi fuori di testa, Barry e Dick, creerà una time line che lo condurrà a rintracciare tutte le sue ex per farsi spiegare cosa sia andato storto tra di loro.

Fino ad arrivare a Laura, il suo ultimo amore, che tenterà con dolcezza di fargli capire l’importanza del cambiamento.

Questa pellicola, basata sull’omonimo romando di Nick Hornby, è spassosa ma anche estremamente intelligente. Lo humor tipico degli anni Novanta, primi Duemila, è inconfondibilmente tagliente e sagace.

Le risate sono assicurate ma anche una buona dose di consapevolezza e introspezione.

Insomma, se amate la musica, amate le chiacchiere e i viaggi mentali, non potete perdervi questo film! Pietra miliare degli insicuri cronici!

Buona visione!

La vostra Sonia Ciccolini.  


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