Urban Legend: Quando la leggenda diventa realtà

Avatar Sonia Ciccolini

Ben ritrovati ad un nuovo appuntamento con Domenica da paura.

Vi siete mai imbattuti in quelle storie strane. Raccontate da un amico di un amico, che suonano strane ma che ci sembrano incredibilmente vere? Ecco quelle sono le famose Urban Legend. Non hanno nessun fondamento reale. Sono sempre raccontate da qualcuno che conosceva qualcuno che voi conoscete, e soprattutto sfiorano l’assurdo. Ma nonostante questo ci terrorizzano e siamo convinti fino alle ossa che siano storie reali.

È su queste legende che si fonda la pellicola Urban Legend di Jamie Blanks del 1998. Gioca su quelle storie che girano nei campus universitari, che fanno accapponare la pelle anche al più temerario.

Ma qual è la storia signori!?

L’azione inizia in Medias res, vediamo dalla prima scena una ragazza che si ferma ad un benzinaio per fare rifornimento. Il commesso con il quale parla nota qualcosa di strano avvenire nei pressi della sua auto. Vuole avvisarla ma, purtroppo, è balbuziente.

La ragazza è impaurita dallo strano comportamento del commesso. Cerca di andare via il prima possibile, ma il commesso non demorde, è convinto che la ragazza sia in pericolo. Con una scusa si fa seguire nello stanzino. La ragazza sempre più impaurita colpisce il commesso e scappa verso la sua macchina. Quest’ultimo, rinvenendo dal colpo della ragazza cerca disperatamente di avvisarla. Qualcuno è entrato nella sua auto ma lei scappa senza sentire nulla. Poco più avanti la ragazza verrà uccisa a colpi di accetta da un pazzo entrato nella sua auto vestito con un giubbotto con cappuccio che ne copre il volto.

Questa è la legenda sul quale si basa il film, peccato che però i ragazzi del college del New England, dove il film si svolge, scoprono molto presto che non è una legenda ma la realtà. La ragazza infatti, è Michelle, l’amica della nostra protagonista Natalie, alla quale inizieranno a succedere strani avvenimenti.

La cerchia dei suoi amici, infatti, inizierà ad essere vittima di tutte quelle storie che si raccontano da generazioni nel campus; come la coppia che va in campeggio con il camper, lui si allontana a causa di uno strano rumore, lei non vedendolo tornare si allarma, sente anche lei un rumore, finché non ne capisce la causa, la mano del suo ragazzo che struscia sul tetto del camper dopo essere stato squatrato e appeso ad un albero. Oppure la compagna di stanza che, per non disturbare la sua amica in “dolce compagnia” non accende la luce per la notte e si ritrova una sorpresa non tanto dolce nella stanza, un mare di sangue e la sua amica morta nel letto.

Questi sono solo alcune delle piccole chicche che troverete in questo horror tipicamente anni ’90; vi aspettano tensione, colpi di scena e non poche risate. Questo film tenta, seppur goffamente, di solcare quelle che sono le paure ancestrali che rappresentano l’umanità, lo sconosciuto nell’auto, il ragazzo che sparisce, la nostra migliore amica che muore senza che noi possiamo fare nulla. Ovviamente stiamo parlando di un film del ’98 quindi ogni cosa è trattata con la leggerezza dell’epoca, ma vi posso garantire che ha il suo perché e fa ancora il suo effetto.

Bene, ora non vi resta altro che accendere un fuoco, radunare i vostri amici e iniziare a raccontarvi le leggende che conoscete, ma fate attenzione perché potrebbero trasformarsi in realtà.

Dolci sogni…

La vostra Sonia Ciccolini   


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *