Benvenuti al primo appuntamento della rubrica “I mercoledì del vintage”.
Oggi parleremo di una splendida pellicola che forse in pochi, tra le nuove generazioni, conoscono. Sto parlando del meraviglioso film Stregata dalla luna del 1987 diretto da Norman Jewison e interpretato da una splendida Cher e da un Nicholas Cage pre-intervento ai denti.
È la storia di una donna italoamericana, Loretta, con un buon lavoro e una solida famiglia alle spalle. Si auto definisce “sfortunata” e per questo si accontenta di un uomo, Johnny Cammareri, che non ama ma che lei reputa “apposto”. Sembra filare tutto liscio quando una disgrazia spezza la loro armonia, Johnny deve tornare a Palermo, sua madre è in fin di vita e deve correre al suo capezzale, ma ha una richiesta per la futura sposa Loretta, ricontattare il fratello minore, Ronnie, con il quale non parla da ben cinque anni! Loretta si attiva subito e va a trovarlo alla sua panetteria dove scopre che lo screzio tra di loro è profondo e di lunga durata, tanto da giocarcisi una mano… povero Ronnie!
Da quell’incontro, per Loretta cambierà tutto. Ronnie, infatti, la travolgerà con la sua passione per la vita e soprattutto per l’opera lirica, suo grande amore.
Loretta, che fino a poco fa non cercava l’amore, anzi credeva che le portasse “jella”, si ritrova a vivere una passione travolgente per quest’uomo che conosce a malapena ma che le ha già rubato il cuore, e sarà proprio la Bohème, a far sciogliere il cuore indurito dalle vicissitudini.
La meraviglia di questo film sta nella sua semplicità; tutto si svolge a New York, città frenetica e romantica al tempo stesso. La famiglia stereotipata italoamericana invece che farci sentire offesi ci strappa un sorriso, non si può non amare il nonno di Loretta che si sente confuso dalla situazione e che lo esprime con uno splendido dialetto finto siciliano. O Johnny il mammone che ancora vive secondo le regole di mammà.
Certo la stereotipizzazione dei caratteri italiani, concezione tipicamente americana, potrebbe far storcere il naso a più di una persona. Io personalmente adoro i film dove sono rappresentate le storie dei migranti italiani, seppur stereotipati dall’idea americana, restano pur sempre una traccia del nostro passato, un pezzetto di un Italia che non è poi così lontana dalla nostra realtà. Ma mostrano anche un’America che forse non esiste più, quella dei negozietti a gestione familiare e dei quartieri dove la comunità era unita e cordiale.
Questo film, per me è una finestra su un’epoca che potremmo definire lontana, e che purtroppo i più giovani non possono ricordare. Ma tiriamoci su di morale, non tutto è perduto, grazie a questi film possiamo riportare alla memoria quel mondo o, se abbiamo la fortuna di essere ancora giovincelli, di poter aprire una finestra e sbirciarne all’interno, seppur solo per un’ora e mezza.
Spero di aver titillato la vostra curiosità e che corriate a vedere questo splendido film!
La vostra Sonia Ciccolini



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