Love + Hate: omnia vincit amor

Avatar Sonia Ciccolini

Ben tornati ad un nuovo appuntamento con Mercoledì del vintage.

Quanta forza possiede un amore giovanile sulle brutture del mondo, sul pregiudizio, l’odio, e la segregazione? Può l’amore vincere davvero su tutto?

Per i protagonisti di questa bellissima pellicola del 2005 diretta da Dominic Savage è proprio così. Ambientato in una cittadina del nord dell’Inghilterra, tetra e piovigginosa, i due protagonisti vivono in mondi completamente diversi; Adam fa parte di una famiglia modesta, dove lui e il fratello si prodigano per aiutare la madre sigle con le spesa. Naseema, invece fa parte di una famiglia tradizionale di immigrati pakistani. Quando Naseema decide di acquistare indipendenza e trovarsi un piccolo lavoro in un negozio di bricolage. Contro le critiche del fratello e appoggiata dal padre, inizia un nuovo percorso per lei; qui incontrerà Michelle, una collega che presto diventerà per lei un’amica sincera, e Adam, il quale mostrerà per lei fin da subito avversione e apparente odio. Ma dietro la sua scorza di aggressività, indifferenza e distacco si nascondono sentimenti ben più diversi. Adam, infatti, vede crollare tutte le sue certezze, l’odio razziale costruito in anni di indottrinamento da parte della madre e del fratello maggiore, iniziano a crollare ogni giorno che passa insieme a Naseema. Inizia a conoscerla meglio e a capire che in fondo non sono poi così diversi e che i loro mondi posseggono lingue diverse per essere descritti ma sono sempre lo stesso mondo.

Alla fine, l’amore vincerà sulle idee razziali di lui e non potrà fare a meno che soccombere a quel sentimento che occuperà tutta la sua mente.

Ovviamente la dicotomia con Romeo e Giulietta è lampante, è una classica storia di amore proibito dalle famiglie rivali che però non può fare a meno di nasce ed esistere. Lo sfondo della cittadina buia e piena di conflitti razziali, piaga dell’Inghilterra, vengono descritti in modo crudo e senza fronzoli. Ritroviamo una pellicola tipica degli anni 2000, che non nasconde le tematiche forti dietro un dito, e in questi tempi incerti credo che faccia bene vedere quali sono le conseguenze dell’odio e cosa invece può portare l’amore.

Questo è un film che può non essere apprezzato da tutti, proprio per la crudezza delle immagini e per la storia forte, ma se riuscirete a superare l’impatto di tutto sarete in grado di vedere un fiore che nasce in un campo sterile, perché l’amore che nasce tra l’odio è un evento raro che merita di essere osservato e apprezzato da tutti.

Dunque, rispondiamo alla domanda iniziale: può l’amore vincere davvero su tutto?

Ebbene signori e signori può, e lo fa anche con grande stile.

Sperò che vi godrete il finale, che è ben diverso da quello tragico del dramma Shakespiriano, fidatevi.

Buona visione.

La vostra Sonia Ciccolini


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