L’inquilino del terzo piano: MAI FIDARSI DEI PROPRI VICINI

Avatar Sonia Ciccolini

Bentornati ad un nuovo appuntamento con Domenica da paura.

Oggi parleremo di un film estremamente particolare che non tutti apprezzano per il suo essere lento e contorto. In apparenza non sembra un film dell’orrore, ma l’elemento della paranoia, dell’incomprensione e della minaccia che si annida nell’ombra, ti afferra pian piano dall’inizio del film fino a stritolarti alla fine. Sto parlando de L’inquilino del terzo piano, film di Roman Polanski del 1976. Tratto dall’omonimo romanzo di Roland Topor, è un susseguirsi di circostanze paranoidi che dovrà affrontare il protagonista ignaro, ma qual è la storia?

Il nostro protagonista è un impiegato polacco, Trelkowski, che cerca disperatamente un appartamento a buon mercato a Parigi. Riesce a trovarne uno che si è liberato da poco per via di una tragica vicenda, la ragazza che lo abitava ha tentato il suicidio. Ricoverata all’ospedale in fin di vita riceve la visita di Trelkowski che vuole parlare dell’affitto, lei completamente fasciata e impossibilitata a parlare riesce solo ad urlare alla sua vista.

La povera Simone, questo il nome della precedente inquilina, muore in ospedale poco dopo, rendendo Trelkowski affittuario a tutti gli effetti. Quella che sembrava essere una buona notizia per lui si rivela essere una disgrazia; infatti, gli inquilini, tutti di una certa età, sembrano cambiare atteggiamento nei suoi confronti. Iniziano a vessarlo, infastidirlo e a colpevolizzarlo per ogni minimo rumore; ma la cosa più strana che iniziano a fare è trattare il povero impiegato come se fosse una donna, nello specifico la dipartita Simone.

Inizia così per Trelkowski una spirale di psicosi e paranoia che non farà altro che trascinarlo sempre più in basso verso la paranoia più assoluta, confondendo la sua mente e portandolo a non sapere più chi sia. L’atteggiamento dei condomini, sempre più stani e bizzarri lo trascineranno verso la follia, facendogli rimpiangere amaramente il giorno in cui mise piede in quell’appartamento.

Non voglio svelarvi altro di questo splendido film, tutto si basa sulle atmosfere e sul processo di paranoia che travolge il protagonista. Le domande che vi sorgeranno guardando la pellicola saranno: “ma è pazzo lui?” o “i vicini sono fuori di testa!?” e anche “ma cosa diavolo è quella cosa che ha trovato nel muro?”, fidatevi che ve lo chiederete.

Consiglio la visione di questo film su un comodo divano, a luci soffuse e con una bella ciotola di popcorn in mano. Ah, quasi dimenticavo, mi raccomando non alzate troppo il volume del televisore, non vorrete mica che i vostri vicini vengano a bussare alla vostra porta per lamentarsi del volume e ordire un terribile piano contro di voi, vero!?

Dolci sogni a tutti

La vostra Sonia Ciccolini


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