Ben tornati ad una nuova puntata di Domenica da paura.
Oggi parleremo di un film che ha segnato la mia infanzia. Correva l’anno 1995 e quel pazzo scatenato di Ernest Roscoe Dickerson decide di girare un film che prenda ispirazione dalla famosa serie TV I racconti della cripta (se non la conoscete, recuperatela!) creando quello che è stato il mio incubo ricorrente per anni, finché non l’ho rivisto e la realtà degli effetti speciali anni ’90 non mi ha colpito dritta in faccia, ma vi assicuro che fa ancora la sua porca figura.
Bene, ora preparatevi a sentirne la storia!
Ci troviamo in New Mexico, due tipi loschi, “il Collezionista” e Frank Brayker, stanno affrontando un tira e molla automobilistico finché entrambi si schiantano contro una tavola calda. Brayker riesce a scappare dal Collezionista e si rifugia in una pensione realizzata da una vecchia chiesa, è l’ubriacone del “villaggio” Willy che lo porta in questo luogo dove incontrerà i vari protagonisti di questa storia; Irene la proprietaria, Cordelia la prostituta, Wally l’ex impiegato postale e Jaryline ex detenuta.
Inizialmente sembra tutto normale, in fin dei conti tutti hanno un passato in New Mexico, ma poi qualcosa inizia a cambiare, arriva lo sceriffo Tupper con il collezionista che fingendosi un cacciatore di taglie imbroglia lo sceriffo per arrivare a Brayker. Ma il nostro uomo misterioso non è chi dice di essere, perché dalla delusione di non essere riuscito a portare via Brayker rivela il suo vero volto evocando dei demoni che accerchiano la pensione con l’intento di uccidere tutti rubare a Brayker un antico artefatto, contenente il sangue consacrato dei custodi che lo hanno posseduto nei secoli.
Da qui in poi inizia una lotta tra il bene e il male senza esclusioni di colpi e imbrogli da parte del male.
L’unica salvezza per tutti loro è l’artefatto e il suo custode. Riusciranno a salvare le proprie vite ma soprattutto le loro anime?
Lascio a voi l’arduo compito di scoprire come andrà a finire. Questa pellicola vi farà fare un tutto nel passato, ai tempi in cui gli effetti speciali erano creati con miscugli gelatinosi, maschere e una buona dose di trucco scenico. Anche se datato, vi assicuro che le atmosfere claustrofobiche di questo film vi faranno scendere un brividino lungo la schiena, e chissà forse controllerete due volte se la porta e le finestre sono ben chiuse prima di andare a dormire…
Vi auguro dolci sogni…
La vostra Sonia Ciccolini.



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