Benvenuti nella rubrica domenica da paura. Il film di cui vi voglio parlare oggi è una chicca del cinema horror classico, Gli invasati, film del 1963 diretto da Robert Wise.
Riesco già a sentire le vostre voci “uffa sarà il solito film vecchio che non spaventa nessuno” eh no mi dispiace deludervi ma questo film, nonostante la sua veneranda età, riesce a suscitare quel brividino lungo la schiena e vi lascia una riflessione non da poco. Ma adesso parliamo della storia!
La protagonista è una povera ragazza, Eleanor (Nell per gli amici), relegata al ruolo di badante per la madre inferma, mentre la sorella la vessa trattandola come una serva. La povera Eleanor, dopo la morte della madre, sviluppa un grave disturbo del sonno, che le impedisce di riposare e la rende progressivamente sempre più instabile e paranoica, facendo crescere in lei il senso di colpa nei confronti della madre, convinta di non averla assistita nel suo momento finale.
Un giorno però arriva la svolta nella sua vita, viene convocata dal dottor John Markway, antropologo specializzato in fenomeni paranormali, la seleziona per partecipare ad uno studio su quella che lui reputa un luogo di alta concentrazione psichica, Hill House.
Questa bellissima villa con ampio giardino, multiservizi e chiavi in mano, vi viene offerta con una piccolissima clausola a bordo contratto, ha il vizio di far impazzire le persone e spingerle alla morte, l’agente immobiliare ne ha di lavoro da fare per venderla…
Insomma, in questa bellissima casa, con un’architettura che potremmo definire bizzarra, il caro dottor John invita le due malcapitate che secondo lui hanno un potenziale psichico, Theodora, veggente e con uno spiccato senso dello humor, Eleanor, paranoica e sensitiva per feste e compleanni e il proprietario di questa splendida magione, il belloccio ma un po’ tonto Luke, che non sto nemmeno a dirvelo non crede nei fantasmi.
Riunita la nostra bella compagnia, i giochi possono iniziale. Il dottor John fa da buon cicerone e mostra alle nostre ignare invitate la casa in tutto il suo splendore, mostrando loro corridoi senza angoli, una stanza par bambini dove, ammettiamolo, nessun bambino sarebbe rimasto con gioia e una bella cantina con tanto di botola segreta.
Non voglio rovinarvi il piacere di scoprire chi tra loro perderà per primo la brocca, ma vi do un aiutino, sicuramente non sarà la fredda e posata Theodora.
In conclusione, questo è un film che vi terrà inchiodati allo schermo, rapiti dall’agitazione che vi causeranno le continue farneticazioni dei personaggi. Il terrore in questo film non è visibile, tangibile, il che confessiamolo è quello che più ci attanaglia l’anima. Qui il terrore lo senti crescere insieme ai personaggi, con le loro paure e le loro ansie. È un crescendo che ci porta dritti al botto finale che ci svelerà la vera natura di Hill House.
Dolci sogni…
La vostra Sonia Ciccolini.



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