
Ben tornati ad un nuovo appuntamento con il Mercoledì del vintage.
Vorrei iniziare questa storia porgendovi una domanda: siamo davvero al sicuro nelle nostre case?
Conosciamo tutti il detto “nessun posto è come casa mia”. La casa è il luogo in cui ci sentiamo più al sicuro. È il luogo dove possiamo essere noi stessi e rilassarci dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro. Ma se non dovesse essere così? E se la casa fosse invece un luogo di paura e di sofferenza? Dove potremmo rifugiarci per usufruire del nostro meritato riposo!?
Questo è quello che succede alla protagonista di “A letto con il nemico”, pellicola di Joseph Ruben del 1991. La protagonista è Laura. All’apparenza conduce una vita invidiabile, sposata con un uomo benestante, vive in una casa lussuosa sul mare ed è piena d’amici.
Ma Laura nasconde un segreto, suo marito la maltratta, la picchia e la costringe a subire le sue violenze psicologiche intrappolandola con dei ricatti emotivi.
Laura è disperata, non sa come poter continuare a vivere in una situazione del genere, allora decide di prendere una decisione che cambierà tutto. Decide di morire, ma non di morire sul serio ma di simulare la propria morte per liberarsi una volta per tutte di quel marito che la sta annientando lentamente.
Inizia così il suo percorso di rinascita. Inizia con il prendere lezioni di nuoto, poi simula un incidente marittimo per poi sparire del tutto facendo credere di essere annegata. Finalmente può iniziare una nuova vita, in una nuova città, con un nuovo nome.
Ed è propri quello che succede. Laura si crea una nuova vita nella città dove è ricoverata sua madre. Compra una casetta e la rende accogliente. Inizia a lavorare e riesce anche a conoscere un ragazzo. Le farà capire cosa voglia dire essere realmente apprezzati per quelli che si è.
Ma purtroppo non tutte le cose belle durano per sempre. Un giorno l’insegnante di nuoto di Laura chiama il marito per porgergli le sue condoglianze. Manifesta il suo stupore per la causa della morte, annegamento. Infatti, inconsapevolmente comunica al marito che Laura era un’ottima nuotatrice, facendogli capire che in realtà ha inscenato la sua morte. Da adesso in poi inizierà da parte del marito una ricerca convulsa di sua moglie. La rivuole indietro a tutti i costi, lei è una sua proprietà e solo lui può decidere quando tra loro può finire.
Questo thriller ci mostra uno degli argomenti che oggi sono all’ordine del giorno, le violenze domestiche perpetrate da quelle che noi dovremmo reputare come membri della famiglia.
È un film che vi terrà incollati allo schermo, vorrete vedere fino a che punto si spinge l’ossessione umana e fino a che punti si è disposti a lottare per la propria indipendenza e libertà.
Vi assicuro che non vi pentirete di averlo visto, anzi forse potrà rendere ancora più consapevoli di questo tragico tema.
La vostra Sonia Ciccolini



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