C’è chi ha ricevuto la lettera da Hogwarts a undici anni. C’è chi ha aspettato i libri sotto l’albero di Natale. C’è anche chi ha fatto la fila al cinema per ogni uscita. E poi ci sono quelli come me, che a 22 anni, un po’ per caso e un po’ per curiosità, decidono di appassionarsi ad Harry Potter. E scoprono che la magia non ha scadenza.

Diamo un tempo ed luogo: Roma-Londra, febbraio 2025. Dopo aver visto tutta la saga cinematografica, mi appresto a partire per la Capitale inglese per la classica vacanza post-sessione universitaria. Un luogo imprescindibile dal quale sarei passato, sarebbe stato chiaramente il binario 9 ¾ a King’s Cross.

Appassionarsi ad Harry Potter a 22 anni non è solo recuperare una saga cult della propria generazione. E’ fare i conti con un immaginario che pensavi di conoscere per sentito dire, e che invece ti sorprende con la sua complessità emotiva e morale.

Avere La maturita’ per capire molte cose del mondo di Harry Potter

Se da piccoli ci si lasciava incantare da boccini d’oro e pozioni polisucco, da adulti inizi a notare il sottotesto. Le sfumature dell’identità, il valore della memoria, la paura della perdita e quanto sia importante poter contare su un gruppo di amici che sono sempre al tuo fianco. Temi che diventano più nitidi proprio quando la tua vita inizia a misurarsi davvero con questi concetti.

A quell’età ti rendi conto che i veri incantesimi non sono “Alohomora” o “Expecto Patronum”. Sono la capacità di mantenere salda un’amicizia nonostante la distanza, di trovare il coraggio di fare la cosa giusta anche se costa caro, di affrontare il dolore senza lasciarsene divorare. E Harry Potter, se lo incontri a 22 anni, ti parla proprio di questo. Di un’età di passaggio, dove il mondo adulto bussa alla porta, ma il desiderio di credere in qualcosa di straordinario resiste.

È curioso come leggendo la saga da adulti, personaggi che da bambini magari avevi snobbato — come Neville, Remus Lupin o persino Piton — diventino centrali. Perché incarnano la fragilità, l’incertezza, la possibilità di cambiare. E ti scopri a rivalutare i momenti più intimi rispetto a quelli più spettacolari. Un dialogo in biblioteca, una lettera mai letta, un Patronus che assume la forma di qualcuno che ami.

Forse appassionarsi a Harry Potter a 22 anni è un atto di resistenza. È voler credere che, anche se non ci sono bacchette o tornei Tremaghi, c’è ancora spazio per la magia. Nelle cose semplici, nei rapporti veri, nelle scelte coraggiose. È scoprire che Hogwarts non è solo un castello di fantasia. Ma un luogo ed uno stato mentale dove tornare quando serve.


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